Lo 'Scrigno e l'Anima' a Fontanetto: un vero successo

Sabato sera, Giovan Battista Viotti è tornato nella sua Fontanetto Po, grazie ad una bella e intelligente iniziativa del TeatroLieve e cioè di Giovanni Mongiano che ha fatto rivivere il grande violinista e compositore vissuto a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento in due ispirati atti teatrali dal titolo "Lo Scrigno e l'Anima". Mongiano ha messo in scena sé stesso, la giovane e schioppettante attrice Anna Mastino e il Quartetto Viotti, composto dai violinisti Franco Mezzena (appassionato studioso di Viotti) e Nancy Barnaba, dal violista Luca Ranieri e dalla violoncellista Cecilia Berioli. "Lo Scrigno e l'Anima prende le mosse dall'ultimo periodo della vita di Viotti, a Londra, quando il creatore della "Meditazione in preghiera" era ospite della famiglia Chinnery. Assistito dalla fedele  cameriera (la Mastino), Viotti ripercorre gran parte della sua vita, costellata di straordinari trionfi in mezza europa, ma anche di terribili delusioni (la fuga da Versailles a Londra, l'esilio dalla capitale inglese in Germania), spronato dalla propria musica eseguita da un quartetto che la cara Margaret Chinnery ha invitato in casa per tenergli compagnia. I racconti di Viotti che, alla fine, coinvolgono e commuovono anche la cameriera, si snodano attraverso Quartetti e Minuetti eseguiti in modo inappuntabile da Mezzena e dai suoi musicisti. Lo spettacolo di sabato era in prima assoluta. Il teatro Auditorium Viotti (un piccolo gioiello realizzato adattando un vecchio cinema degli Anni Venti) era affollato in tutti i suoi 220 posti a sedere e la soddisfazione del sindaco, Riccardo Vallino, era ovviamente al diapason, alla pari di quella dei rappresentanti  della Fondazione Live Piemonte dal Vivo, che supporta l'intera stagione del TeatroLieve.
Un'opera teatrale intelligente e originale; Mongiano, che l'ha scritta, diretta e interpretata, è mostruosamente bravo. "Lo Scrigno e l'Anima" merita di essere esportato; l'unico piccolo difetto sta forse nella lunghezza eccessiva. Ma al di là di questa riserva, uno spettacolo prezioso per aumentare la conoscenza, ancora assai scarsa, di Viotti anche nella nostra provincia, nonostante l'input di Robbone e lo straordinario lavoro anche filologico della Camerata Ducale.

ENRICO DEMARIA


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